L'ovale al Beccaria

Un progetto triennale, iniziato nel settembre 2008, che vede l’AS Rugby Milano impegnata ad insegnare e trasmettere i valori del rugby a ragazzi - di diverse età ed estrazioni sociali -  ospitati nell’istituto penale minorile di Milano

 

L'Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria ospita un numero variabile di ragazzi di età compresa tra i 15 e i 21 anni. È piuttosto forte il turnover, relazionato a periodi di detenzione anche brevi. In collaborazione con il Direttore dell'istituto, dottor Sandro Marilotti, alcuni rappresentanti dell'AS Rugby Milano hanno partecipato ad una fase formativa curata dagli assistenti sociali attivi al Beccaria e ad un seminario propedeutico alle attività dell'anno scolastico 2008-2009, coordinato dalla dottoressa Paola Prandini. Al termine di questa fase un gruppo composto da 2 allenatori seniores, 1 preparatore atletico e 8 ex giocatori adulti, decisi e motivati, ha iniziato ad introdurre la pratica del rugby all'interno dell'istituto, secondo un programma appositamente studiato.

 

Questa prima fase ha comportato una presentazione ai tre gruppi di ragazzi ospitati. I giovani più interessati hanno quindi sottoscritto un impegno a partecipare alle attività. In totale hanno aderito circa 20 ragazzi, ma il numero delle presenze agli allenamenti varia in continuazione. L'attività si svolge per il momento una volta la settimana, ogni venerdì pomeriggio. I risultati - decisamente incoraggianti - hanno già portato alla disputa di una partita "mista" all’interno del Beccaria, in campo due formazioni composte dai ragazzi dell'istituto e dai Bislunghi, compagine “Old” dell’AS Rugby Milano.

 

Si tratta di una sfida: introdurre uno sport di combattimento, basato espressamente sulla gestione dell'aggressività, tra ragazzi che hanno - spesso - proprio un problema di gestione della componente emotiva. In aggiunta, la stragrande maggioranza dei giovani coinvolti non aveva o non ha alcuna cognizione del rugby, soprattutto se pensiamo a soggetti provenienti dal Nord Africa o dal Sudamerica.

L'attività prevede una progressiva responsabilizzazione dei ragazzi, oltre che sugli aspetti e sulle regole del gioco, sulla gestione e la cura dei materiali tecnici o personali (consegnati a ciascun atleta), la possibilità di mostrare filmati di  partite commentate e da commentare insieme, l'organizzazione di mini-eventi speciali all'interno dell'istituto con la partecipazione delle squadre del club.

 

Il progetto prevede più fasi. L’AS Rugby Milano si impegna ad accogliere nel club ogni ragazzo che lo desideri al termine del periodo detentivo. Lo scopo è quello di offrire un "porto" di riferimento, in cui incontrare coetanei con i quali stringere nuovi rapporti che vanno ben oltre la disputa di allenamenti e partite.

Inoltre, il progetto prevede assistenza e accoglienza a quei ragazzi che svolgono periodi di "messa alla prova" presso alcune comunità esterne all'istituto.

 

Si tratta infatti di dare continuità all’intervento all’interno dell’istituto con l’intenzione di creare, attraverso il rugby, un rapporto vero e proprio tra ogni singolo ragazzo e un club così concepito. Il che può significare un’alternativa e un’occasione inedita rispetto all’ambiente in cui il giovane è cresciuto.

 

 

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