Serie A: Ci vuole un fisico bestiale. Sconfitta dal Parabiago (35-12)

Serie A: Ci vuole un fisico bestiale. Sconfitta dal Parabiago (35-12)

Secondo appuntamento per i biancorossi in Serie A, scesi in campo domenica 7 ottobre con il Parabiago, schierando la squadra più giovane del campionato, con altri nuovi debuttanti sempre dal vivaio under 18 di casa ASR.  La giornata è splendente, il DJ del Parabiago su di giri, come del resto i suoi galletti, che vanno in meta al 3’. Non trasformano e ripartiamo dal 5-0 che ancora non fa paura a nessuno. Al 10’ un piazzato da 40 metri ci trafigge ululando e ci spiaccica sulla faccia altri 3 punti. C’è un po’ di smarrimento, ammettiamolo: siamo disordinati in mischia e dopo 15 minuti abbiamo già subito 7 penalizzazioni per altrettanti falli. La differenza fisica è notevole, e il confronto tra le stazze dei corpi eloquente. “Sette calci di punizione in 15 minuti, non sono bravo in statistica ma appare ovvio che dopo sei sempre in rincorsa e il nervosismo aumenta” commenta l'head coach Federico Grangetto che mette a fuoco uno dei problemi che ha segnato la partita, "la mancanza di disciplina nei punti d’incontro, è stato un passo indietro" rispetto alla scorsa domenica, dove invece la lucidità era stata invece una delle note positive. 

Al 16’ la media dei calci contro è di uno ogni due minuti, praticamente un ritmo da inesorabile marcetta militare. Altro piazzato e altri 3 punti. Adesso si fa dura. Altro fallo, è il nono, e il piazzato rossoblu del seconda linea Maggioni (il calciatore è sempre lui) ci porta a 14 sotto. In mischia si spinge ma quest'anno ci vuole un fisico bestiale. È il primo insegnamento da portare a casa, mentre cominciano a vedersi i lividi, numerosi come i punti che stabiliscono la distanza sul tabellone. Eccolo lì, intanto, un altro piazzato Parabiago, e altri 3 punti a pungere il viso. Al 26’ Salerno mette l’ovale oltre la linea e facciamo anche noi i nostri cinque punti, Fedeli purtroppo non trasforma da sinistra, con posizione molto angolata. Riusciamo anche a produrre gioco e angustiare la loro difesa a pochi metri dalla meta, con fasi ripetute (e falli loro ripetuti che non diventano mai quel che dovrebbero essere), ma il Parabiago è quadrato e va in meta al 29’ (trasformata dal n.4) su tre nostri tentativi di placcaggio andati a vuoto; altra meta al 39’e altra trasformazione: 28 a 5 e si chiude il primo tempo.

Non rinunciano alla lotta i biancorossi, e questo è un merito che gli allenatori riconoscono ai ragazzi, non si perdono d’animo. È il momento di un cambio in prima linea ASR, così entra Betti (1999)  ed esordisce in serie A Antinori (1998). Non abbiamo il fiatone, ma per paura di sbagliare il repertorio diventa po’ troppo prevedibile. “La nostra panchina tiene di più ma è solo una piccola consolazione” perché “nell’uno contro uno la differenza fisica è tanta”, spiega Grangetto che durante l’intervallo ha cambiato metà squadra (e anche i ‘galletti’ la loro). 

 Il morale regge, ma tra qualche distrazione di troppo la difesa si fa imbucare dal Parabiago al 13’, con una meta così al centro dei pali che il trattato di Luca Pacioli sul De Divina Proportione al confronto è un saggio approssimativo e la trasformazione diventa della serie: "La buttavo dentro anch’io”. I biancorossi non mollano, così si gioca fino alla fine con orgoglio e arriva la meta di Gorietti al 39’, con la trasformazione centrale di Fedeli. Il verdetto del campo è duro 35-12 e sul banco degli imputati finiscono disciplina e muscoli

   Al secondo appuntamento di stagione emerge chiaro che il lavoro da fare è tanto e anche se l’opportuna premessa di questo campionato è che non ci saranno retrocessioni, bisogna colmare il gap farlo in fretta perché, gli allenatori lo dicono senza mezzi termini, “rischiamo ogni domenica”. Il lavoro in palestra diventa centrale ed è un tema, ricordano, che non riguarda solo i giovani. "È importante soprattutto per la prevenzione degli infortuni e la tutela degli atleti - spiega Valerio Savino a cui è affidata la preparazione atletica - Un potenziamento muscolo tendineo è fondamentale soprattutto per ragazzi giovani che passano da un contatto di tipo juniores a scontri fisici con atleti di peso e sostanza diversi da quelli con cui erano abituati confrontarsi". E non è solo questione di chili, ma di crescita armonica per la quale serve la palestra ma anche mangiare e dormire bene. “Serve più attitudine al sacrificio – conclude Grangetto – e sotto questo segno vorremmo far crescere tutto il Club”.

"Ci vuole un fisico bestiale", cantava Luca Carboni:  

"Ci vuole un fisico bestiale 

perché siamo sempre ad un incrocio 
sinistra, destra oppure dritto 
il fatto è che è sempre un rischio 

Ci vuole un attimo di pace 
di fare quello che ci piace 

E come dicono i proverbi 
e lo dice anche mio zio 
mente sana in corpo sano 
e adesso son convinto anch'io 

Ci vuole molto allenamento 
per stare dritti controvento

Proprio così, a testa bassa in palestra.  A testa alta in campo. 

 

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