Scott Baldwin, come previsto, è tornato a Swansea in vista del Sei Nazioni, periodo in cui gli Ospreys saranno privi dei loro migliori tallonatori. Abbiamo chiesto ai due allenatori, Ragusi e Bonacina, di giudicare i due mesi e mezzo in compagnia del gallese.
RAGUSI
Stare a contatto di un professionista è servito soprattutto ai suoi compagni di reparto. Penso a Balestrini e a quanto è migliorato nei lanci.
Scott - pur non essendo un fenomeno - sui fondamentali è una spanna sopra di noi: ha passaggio, corsa, placcaggio, lancio, tattica. È un giocatore costruito, completo, che magari viene 30-40 minuti prima all'allenamento per provare alcuni skills in vista della domenica. Il cosiddetto "lavoro finalizzato".
BONACINA
L'ho trovato molto disponibile, si è integrato bene, ha colpito il club e i compagni con la sua professionalità. E anche lo scetticismo derivante da un allenamento differenziato è presto spiegato: agli Ospreys si allenano tutti i giorni 45 minuti. Noi dobbiamo condensare tutto il lavoro in sole tre sedute.
Abbiamo parlato molto dei dettagli: Noi non ci facciamo caso ma la salvietta a bordo campo per la touche può essere risolutiva, come posizionare l'ultimo uomo in fondo allo schieramento affinché sia punto di riferimento per il lanciatore.
LA CURIOSITA'
A Monza, in occasione di Aironi-Clermont ha mostrato a Sivivatu una foto sul cellulare del Crespi. È risultato essere il tipico esempio di Scott per spiegare come la qualità, senza struttura, sia difficile da perseguire. (fm)