Promozione, di Matteo Stringhini

 

Promozione
di Matteo Stringhini

Ieri abbiamo assistito ad una giornata storica. Talmente storica che molti membri della società, me compreso, non riescono nemmeno ad immaginare cosa significa essendo nati dopo l’ultimo campionato di serie A. Si sentono dire parole come impresa, campioni, leggenda: ma penso che la parola che meglio raffiguri questo indimenticabile momento di questa società, di questa famiglia sia “Grazie”.

Grazie a tutti i giocatori della prima squadra che nonostante nella vita normale siano delle persone normali, quando varcano la linea del campo diventano dei campioni, un grande esempio per tutti quelli che amano lo sport della palla ovale. Perché a vincere essendo i più forti sono capaci tutti. Ma a diventare i più forti per vincere giorno dopo giorno nonostante il freddo, la pioggia, un campo disastroso, e tanti infortuni non ci riescono in molti. E non sono neanche molte le squadre a disporre di un gruppo così grande sia in termini numerici, sia in termini tecnici, sia, soprattutto, in termini umani.

Grazie al sedicesimo uomo in campo, ossia quel gruppo di scalmanati che, se eravate ieri al Giuriati, vi ha impedito di godervi tranquillamente uno spettacolo memorabile: perché ha cantato e suonato tamburi per tutta la partita, perché aspettava questa partita con un’ansia al di poco sotto di quella dei giocatori, perché, infine, gran parte di questo gruppo gioiva a vedere i propri amici e compagni vincere anche per lui.

 Dovrei dire qualcosa sulla partita a questo punto, ma nella bolgia della zona caldissima degli spalti tra fumogeni, tamburi e birra è stato piuttosto difficile capire quello che succedeva in campo. Per certo si può dire che se si riesce a portare il punteggio sul 18 a 0, senza dare mai un’occasione reale di marcare punti agli avversari, il merito è di una grande difesa di squadra che non lascia nemmeno le briciole agli avversari. Si può dire che anche se continueranno ad infortunarsi giocatori entrerà sempre qualcuno che darà quel qualcosa in più alla squadra. Si può dire infine che quest’anno al Giuriati nessuno ha mai vinto, e ieri non era certamente il giorno di venir meno a questa usanza.

Ancora Grazie da uno che spera, in un futuro non troppo lontano di condividere con voi tutte le gioie e i dolori che ci regala questo meraviglioso sport e questa splendida famiglia allargata che si chiama ASR.

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