Gli All Blacks al Beccaria

Gli All Blacks al Beccaria

All Blacks al Beccaria

BENVENUTI IN UN SOGNO           vai alle foto
 
Cinque campioni della Nazionale Neozelandese di Rugby visitano i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano. Un incontro e un allenamento che rappresentano un sogno realizzato.

Il 1° dicembre 2009 gli All Blacks scendono nel piccolo campo dell’Istituto insieme con i giovani che ogni settimana partecipano al corso organizzato dall’ Associazione Sportiva Rugby Milano in collaborazione con la Direzione e gli operatori dell’IPM Beccaria.

Si tratta di un evento senza precedenti, reso possibile da Iveco, al fianco di Edison e Adidas, partner di un progetto unico, con lo sport e il rugby in particolare come strumenti di straordinario valore educativo.  Questo progetto viene ora condiviso con entusiasmo dalla Federazione Neozelandese. Grazie, dunque e di cuore. Agli All Blacks soprattutto, che una volta di più mostrano la potenza del loro cuore, oltre a quella del fisico, della tecnica. Questo incontro non verrà dimenticato. Servirà certamente a testimoniare un senso profondo. Del gioco, del vivere, del condividere. Qualcosa di assolutamente prezioso per i giovani del Beccaria, pronti a ricevere un passaggio così carico di talento, lealtà e passione.   
 
 IL SENSO DI UNA META

 L’Associazione Sportiva Rugby Milano, in collaborazione con Iveco, Edison e Adidas ha varato all’inizio del 2008 due progetti assai diversi tra loro ma con un denominatore comune rilevante: la volontà di dare un senso più ampio e compiuto alle attività che da anni contraddistinguono il club.
I due progetti sono denominati “L’ovale al Beccaria” e “Soft Rugby- Psicomotricità e rugby a scuola”
L'intenzione è quella di trasferire su realtà diverse quel significato semplice e profondo del rugby che l'AS Rugby Milano custodisce e coltiva con orgoglio. Rugby come strumento per crescere, per condividere e appartenere secondo un’etica sportiva.  Il "motore" dei progetti è alimentato dalla consapevolezza che il rugby - i valori autentici del rugby - possano coinvolgere a dare un piccolo contributo ad una quantità di giovani dell'area metropolitana che segnalano, anche non esplicitamente, il desiderio di fare squadra, di fare gruppo, senza averne la possibilità.  Dunque il rugby, per ciò che chiede e offre, come antidoto all'isolamento o alla solitudine, come un aiuto alla crescita all'interno di una grande città.
Edison, Iveco e Adidas svolgono un ruolo decisivo. Queste aziende hanno aderito ai progetti come veri partners, e cioè come parti attive e attente, pronte a mettere in campo entusiasmo e risorse per dare senso compiuto, nel tempo, ad ogni meta.
 
L’OVALE AL BECCARIA
 
Il progetto è triennale. Iniziato nel settembre 2008. L’impegno è quello di insegnare e trasmettere i valori del rugby a ragazzi - di diverse età ed estrazioni sociali -  ospitati nell’istituto penale minorile di Milano.
 
L'IPM Cesare Beccaria ospita un numero variabile di ragazzi di età compresa tra i 15 e i 21 anni. È piuttosto forte il turnover, relazionato a periodi di detenzione anche brevi. In collaborazione con il Direttore dell'istituto, dottor Sandro Marilotti, alcuni rappresentanti dell'AS Rugby Milano hanno partecipato ad una fase formativa curata dagli assistenti sociali attivi al Beccaria e ad un seminario propedeutico alle attività dell'anno scolastico 2008-2009, coordinato dalla dottoressa Paola Prandini. Al termine di questa fase un gruppo composto da 2 allenatori seniores, 1 preparatore atletico e 8 ex giocatori adulti, decisi e motivati, ha iniziato ad introdurre la pratica del rugby all'interno dell'istituto, secondo un programma appositamente studiato.
Si tratta di una sfida: introdurre uno sport di combattimento, basato espressamente sulla gestione dell'aggressività, tra ragazzi che hanno - spesso - proprio un problema di gestione della componente emotiva. In aggiunta, la stragrande maggioranza dei giovani coinvolti non aveva o non ha alcuna cognizione del rugby, soprattutto se pensiamo a soggetti provenienti dal Nord Africa o dal Sudamerica.
L'attività prevede una progressiva responsabilizzazione dei ragazzi, oltre che sugli aspetti e sulle regole del gioco, sulla gestione e la cura dei materiali tecnici o personali (consegnati a ciascun atleta), la possibilità di mostrare filmati di  partite commentate e da commentare insieme, l'organizzazione di mini-eventi speciali all'interno dell'istituto con la partecipazione delle squadre del club.
Il progetto prevede più fasi. L’AS Rugby Milano si impegna ad accogliere nel club ogni ragazzo che lo desideri al termine del periodo detentivo. Lo scopo è quello di offrire un "porto" di riferimento, in cui incontrare coetanei con i quali stringere nuovi rapporti che vanno ben oltre la disputa di allenamenti e partite.
Inoltre, il progetto prevede assistenza e accoglienza a quei ragazzi che svolgono periodi di "messa alla prova" presso alcune comunità esterne all'istituto.
Si tratta infatti di dare continuità all’intervento all’interno dell’istituto con l’intenzione di creare, attraverso il rugby, un rapporto vero e proprio tra ogni singolo ragazzo e un club così concepito. Il che può significare un’alternativa e un’occasione inedita rispetto all’ambiente in cui il giovane è cresciuto.
 
Consuntivo anno 1 (2008-2009)
 
Complessivamente hanno aderito al corso circa 35 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 20 anni di età. La maggioranza di questi ragazzi è di nazionalità italiana con buone percentuali di nordafricani e sudamericani. Tutti i ragazzi (tranne un caso) erano completamente a zero sul fronte-rugby, il che ha comportato una virata verso gli aspetti più giocosi a scapito di quelli tecnici.
Si è trattato di una esperienza “densa” anche perché completamente inedita per tutti. Un buon numero di ragazzi ha seguito il corso con regolarità (10-12 elementi) il che ha comportato motivo di soddisfazione ma anche una serie di complicanze dovute all’elevatissimo turnover e all’ aggregazione costante di ragazzi senza alcuna esperienza, fattore questo che richiederà in futuro una presenza più numerosa di educatori in modo da seguire i principianti con allenamenti specifici.
Talvolta le dinamiche interne hanno creato qualche difficoltà supportata peraltro sia dalla direzione dell’Istituto sia dalla polizia, sempre presente agli allenamenti.
Abbiamo seguito anche molti ragazzi rilasciati e destinati a comunità sparse sul territorio. Di questi, due ragazzi sono entrati a far parte del club ASRugby Milano, allenandosi e giocando con i pari età tessetati, un ragazzo, inviato in una comunità di Varese, è stato presentato agli amici del Varese Rugby Club e quindi tesserato. Un quarto elemento sta per entrare nel nostro club poiché si trova in regime di semilibertà. Molti giovani giocatori hanno segnalato doti tecniche e caratteriali eccellenti.  
La partita “mista” con due squadre formate dai ragazzi del Beccaria e dagli Old del Rugby Milano ha determinato un grande entusiasmo e la promessa di ripetere l’esperimento più volte nel secondo anno. Sono stati organizzati momenti ricreativi con proiezioni di partite del 6 Nazioni, eccetera. Oltre, ovviamente alla festa natalizia. La prima festa “ovale” del Beccaria.
Secondo i presupposti di questo progetto, ampiamente condivisi con Edison, Iveco e Adidas, i nostri partners, e con don Gino Rigodi, cappellano del Beccaria, un primo elemento dell’Istituto sta lavorando come meccanico presso Milanocarri, sede milanese di Iveco. L’esperimento (uno stage) viene giudicato assolutamente positivo, al punto da ipotizzare una prossima regolarizzazione del rapporto di lavoro. 
 
Prospetto anno 2  (2009-2010)
 
Abbiamo svolto la preparazione del secondo corso  insieme con il personale dell’Istituto, individuando alcuni correttivi per il lavoro da svolgere. Sono cambiati gli orari (sabato mattina in luogo del venerdì pomeriggio) e le metodologie, vista l’esperienza accumulata da tutti noi nei primi mesi di lavoro.
La squadra ASRugby Milano impiegata al Beccaria è stata rinforzata e portata a 10-12 persone con una presenza a rotazione più massiccia (minimo 4 educatori).
La tecnica degli allenamenti è stata corretta verso una modalità basata sul “toccato” vale a dire un gioco che riduce, almeno nei primi mesi, il contatto fisico e che costringe maggiormente alla relazione con i compagni di squadra. Questo anche per migliorare le condizioni di inserimento nel gioco di nuovi ragazzi in arrivo durante l’anno.
La visita dei campioni neozelandesi rappresenta una occasione unica e preziosa alla quale vorremmo abbinare un incontro con uno o più giocatori della Nazionale Italiana in primavera. Desideriamo inoltre modificare ulteriormente il lavoro con i ragazzi organizzando alcune sessioni-partita con i tesserati ASR Milano.
Contiamo di migliorare ulteriormente la qualità dell’intervento, di incrementare le informazioni sul rugby all’interno dell’Istituto e di incoraggiare i ragazzi coinvolti seguendoli nelle comunità dove sono destinati per mantenere i contatti con questo sport. Il tutto compatibilmente alle nostre risorse visto che questo aspetto post-detentivo determina una realtà assai frammentata e complessa. 
 
 

 

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