La fantastica impresa del MiniRugby della ASRugby Milano

Under 6 e Under 12 in finale al 19° Trofeo Topolino di Treviso
La fantastica impresa del MiniRugby della ASRugby Milano

GRANDE ASR !

Nella giornata in cui la prima squadra ha riconquistato con grande merito la partecipazione alla serie B per la prossima stagione, il settore del minirugby ha regalato alla nostro Club la grande soddisfazione di portare per la prima volta due squadre in finale nel Trofeo Topolino, da sempre considerato per l’elevato numero di partecipanti, il campionato Italiano di categoria.

Poco importa se nessuna delle due squadre è poi salita sul gradino più alto del podio, quello che ci deve rendere orgogliosi è l’essere riusciti a porre in opera un altro tassello che va ad arricchire la storia di questa Società e la tradizione di alto livello tecnico che ha sempre contraddistinto l’ ASR.

Un grazie quindi a tutti gli atleti che hanno lottato sul campo dando il massimo delle loro possibilità, ai tecnici educatori che con la loro esperienza tecnica e sensibilità umana hanno saputo portare a questo livello i ragazzi, a tutto lo staff dei dirigenti accompagnatori che si sobbarcano l’onere oscuro della logistica e anche ai genitori che , oltre ad aver creato la materia prima, si sono integrati in questa grande famiglia condividendone gli obiettivi.

Paolo Bellati – Responsabile settore Minirugby
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Com’è verde il verde del Monigo.
Certo, per noi abituati alla terrra secca del Crespi, quasi cemento, è facile dirlo.
Ma non è questo.
E’ più verde.
E’ il verde magico di un’altra dimensione.
Com’è silenzioso il Monigo prima dell’arrivo del pubblico, prima dell’inizio delle partite.
Un silenzio rassicurante, che ti parla.
Il Monigo.
Quasi un amico, quasi un tempio.
Un tempio con il solo cinguettio degli uccellini. Solo qualche folata di vento che spazza le nuvole e ne riporta delle altre.
Ti parla il Monigo. Ti rassicura. Ti racconta la storia.
Gioca e sorride con la tua emozione. Tu, che ancora una volta, la terza, sei ancora lì dentro sul campo e quasi non riesci a crederci.
E lui sorride, ti strizza l’occhio.
E’ naturale che sia così, ti dice. Non c’è nulla di più naturale di quello che sta per accadere qui dentro.
Ha ragione lui.
Soffio di vento.
Siamo partiti tutti prima di questo Topolino, facendo gesti scaramantici, battute, ragionamenti tecnici (per chi li sa fare) sulle possibilità e capacità che i ragazzi hanno, ma nessuno ha avuto il coraggio di guardarsi dentro e dire che “probabilmente ci saremmo tornati”.
Solo qualche mamma (o forse tutte) che non capisce assolutamente nulla di capacità rugbistiche, ha “confessato” domenica mattina…. “in qualche modo sono partita, come preparata a tornare al Monigo”
E’ naturale. E’ questo che è sucesso.
Quindi siamo di nuovo qui.
Respiro l’aria ancora silenziosa. Ancora non è iniziata nemmeno la musica.
Meglio.
Posso ascoltare meglio quello che questa enorme bolla magica, dove il tempo e lo spazio sono diversi da quelli che conosciamo, ha da dirmi.
Era l’ultima possibilità di entrare qui con questo gruppo di ragazzi.
Loro l’hanno colta.
E ce l’hanno regalata.
Ce l’hanno regalata fin dalla prima partita del primo giorno.
Improvvisamente non erano più un gruppo di ragazzini, quasi bambini con grandi potenzialità, ma che a volte si dimenticavano di ciò che sapevano fare, di tutto quello che gli era stato insegnato, per dare invee spazio alle critiche, alle polemiche, i semplicemente alla distrazione.
Improvvisamente nella magia del Topolino hanno fatto il salto. Quel salto che in pochi sanno fare. Quel salto che li ha portati ad agire come un accordo quasi perfetto. Un’armonia dove l’individualità di ogni nota contribuisce alla creazione del brano.
Pochissimi errori.
Bravissimi a reagire insieme correttamente alle scorrettezze, con azioni all’unisono in nun urlo silenzioso, fatto dalla voglia di essere lì, in quel momento, per godere insieme di quell’azione.
Non sono in tribuna con gli altri oggi.
Non sono lì a condividere l’emozione con le mamme poco razionali che “se lo sentivano”, ma che in fondo quasi quasi non ci credono.
Non sono lì con i papà molto più razionali, ma che oranon riescono a trattenere le lacrime (lo so che l’occhio gocciola vi conosco…)
Non sono lì a condividere i boati.
Sono qui sotto, a toccare questa erba più verde e a chiacchierare con questo Monigo molto meno silenzioso ormai, ma che comunque non ha spazio e non ha tempo, se non quelli scanditi dalla palla ovale e dalle linee di meta.
Partita dei piccilissimi, la U6.. tutti lì a guardarla, i nostri ragazzi, bisogna trattenerli, quasi entra a “proteggere” i fratelli più piccoli. Sono anche questo, loro.
La U6 è arrivata seconda.
GRANDI BRAVI e bellissimi questi UNDER PUFFI, come chiamava Alessandra i nostri piccoli quando erano in U7, nella loro maglia rossa, con quel rosso che è un po’ diverso dagli altri e che, come il verde del Monigo, è più rosso.
Le altre finali cominciano e finiscono, ormai il Monigo è un unico boato, ma non importa è sempre sorridente.
Entrano in campo le due squadre U12: ASR Milano / Leonorso Udine.
Bisogna respirare profondamente per riuscire a stare qui davanti, sotto, un po’ nascosti a guardarli.
Partita faticosissima, ma loro ci sono sempre con un accordo non detto, sempre presenti.
Due mete subite, una fatta un’altra subita.
Fine del primo tempo 3 a 1 per l’Udine.
Cugini simpatici che hanno in campo un giocatore che letteralmente scavalca molti dei nostri quando corre.
Fine del primo tempo e il nostro capitano è fuori per un tagli sopra l’occhi…
Non si può finire una partita così senza Alessandro in campo.
Eccoli allora impegnati al di sopra di qualsiasi cosa potessimo immaginare.
Gli avversari non si muovono più.
Questo secondo tempo dove l’Udine non riesce a fare più nulla e ogni loro azione fermata e rivoluzionata, è guidato dalla magia di quell’accordo segreto che porta le singole note a diventare un brano. E’ guidato dalla magia di quel “rosso più rosso”. Da quella magia che qualche anno fa mi ha fatto dire: “Io in questo gruppo ci sono capitata per caso, ma ci sono rimasta per scelta”..
Non hanno vinto, è vero, ma hanno stravinto. Il loro secondo posto è stato conquistato in ogni centimetro che hanno fatto dalla prima partita del sabato mattina. E in ogni centimetro crescevano.
Grazie ragazzi, per quello che ci state regalando. Emozioni così, noi “grandi” difficilmente sappiamo crearcele da soli.
GRAZIE A TUTTI coloro che li hanno aiutati ad essere così.
GRAZIE a chi li ha portati fino a qui quest’anno, compito non facile in mezzo ai brontolamenti e alle polemiche di questo gruppo ogni tanto un po’ ribelle.
GRAZIE a chi li ha conosciuti da piccoli e iniziati alle regole della palla ovale, e li ha accompagnati a lungo quasi per mano.
GRAZIE a chi è passato ed è stato con loro anche per poco, da cui hanno raccolto comunque molto.
GRAZIE a tutti i compagni che non hanno potuto essere in campo con loro oggi, perché questa stravincita è di tutti loro.
GRAZIE A TUTTI, perché in questi due giorni hanno saputo trovare dentro tutto quello che in questi 6 anni gli era stato dato, e ancora una volta ce l’hanno regalato.
Ora è il momento delle feste e delle premiazioni…
E’ il momento del passaggio delle consegne. I nostri ragazzi sono entrati a far parte del mondo degli adulti (quasi) e lo hanno fatto come meglio non avrebbero potuto.
Il testimone ora passa alla U6.
Qualcuno, qualche torneo fa ha detto: “quest’anno finiscono, l’ultimo Topolino… sarebbe bello che finisssero con il botto…” E il botto l’hanno fatto. E che botto!
Saluto il Monigo che, nonostante la confusione, mi strizza l’occhio.
L’ultimo Topolino, chiudiamo la porta all’infanzia, ne apriamo una nuova e….
E’ iniziata una nuova era!!!
Grazie a tutti!!!

Paola

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