E' partita vera al Beccaria: la Freedom Rugby batte l’ASR 10-8

Quanto vale una mattina di rugby al Beccaria? Un patrimonio: enorme, combinato di significati sportivi, di espressioni e di soddisfazione che trovano il loro senso in un luogo che oggi si è riempito di sole, sudore e sorrisi.

Sabato 11 marzo è il giorno della partita, promessa ai ragazzi che anche quest’anno ci seguono nell’attività educativa giunta al suo nono anno di vita.

Come ogni sabato l’ASR porta oltre i cancelli del carcere minorile la sua attenzione ai ragazzi, avvicinandoli attraverso il rugby al senso delle regole e del rispetto,  lasciando emergere – in ognuno di loro – elementi della loro personalità e della loro capacità di mettersi in relazione con gli altri, modificando il significato dell’aggressività nel suo controllo. Si stabilisce per loro nel gioco e negli allenamenti, settimana dopo settimana, un rapporto diverso non solo con i compagni del Beccaria, ma anche con noi volontari, diventati un riferimento con il mondo esterno.

Ci salutiamo, prima di ogni seduta, alla loro maniera: con un abbraccio che fa toccare le spalle destre, e battendo la mano sinistra sulla scapola dell’altro. Siamo anche noi membri di una comunità e dobbiamo saperci fare accettare imparando le loro regole e non solo imponendo le nostre.

I giocatori della Freedom Rugby

Sono state settimane di sabati spesso freddi per il clima, ma caldi nell’animo, come solo il rugby sa trasformare. Renato e Alex, sudamericani, e Hazim, siriano, sono i nostri atleti più assidui: hanno imparato tante cose e dovranno mettersi in mostra; oggi saranno loro a guidare la squadra della Freedom Rugby, a cui si sono aggiunti Michael e Mattia,  due nuovi ragazzi che recentemente si sono avvicinati al nostro sport.

Renato è un giocatore astuto, vibrante e coraggioso: non è molto alto, ma l’esperienza di vita lo ha plasmato per non avere paura di  nulla e sa correre e placcare. Mediano di mischia e ala naturale non disdegna di cimentarsi in off load sorprendenti. Alex, silenzioso e riflessivo, ha lo sguardo speculativo di chi sa ponderare le energie per scatenarle come una pantera al momento giusto: è dotato di un’energia concentrata e spaccatutto, placca e sfonda, è pragmatico, e fine della storia. Per lui certo ruoli da avanti, ma anche da centro e, perché no?, da ala: insomma se c’è da provare a passare lui ci prova sempre (che sia la cruna di un ago o la galleria del Monte Bianco non fa alcuna differenza, sa adeguarsi alla situazione).

Hazim è timido, ma oggi è il capitano designato della Freedom: fisico leggero ma cuore per la squadra, brontola quando un passaggio va a finire male, scuote la testa protetta dal suo inseparabile caschetto nero; Mattia è il perfetto seconda linea che tutti vorrebbero avere: fisico appropriato, senso di servizio alla squadra, doti sia in difesa che in attacco, intelligente nei movimenti. Michael è invece fisico, coraggio e sostegno: un avanti di metodo, che mancava alla Freedom e che oggi finalmente c’è.

Con la Freedom in maglia rossa (la Freedom Rugby ha una muta di maglie ufficiali perché è una vera squadra) scendono in campo anche Roberto Fossati (nostro tecnico ASR, alla guida sapiente della ASR U18 Territoriale e spesso volontario al Beccaria), Giovanni Tanca (responsabile tecnico del progetto educativo al Beccaria e educatore della ASR U14), Robi Moiraghi (inossidabile e esemplare Old, sempre al nostro fianco al Beccaria e al Carcere di Bollate).

I giocatori della ASR

L’ASR schiera gli avanti Francesco Rizzo e Adriano Lastrico (entrambi ASR seniores Cadetti), Edo Franceschi, Filo Bellati, Alvise Baia Curioni, Marco Oriani (tre quarti ASR Seniores Cadetti), Pit Achilli (mediano di mischia dell’ASR primo XV), Domenico Gentile (ex giocatore ASR Cadetti, oggi assiduo volontario del progetto Beccaria). All’ultimo momento, per un grave problema familiare deve dare purtroppo forfait Giacomo Paini, giocatore della squadra Cadetta ASR, ma è come fosse lì con noi.

La terna arbitrale è composta da Valerio Savino (preparatore atletico dei Seniores ASR), coadiuvato da due giudici di linea: il Presidente ASR Sergio Carnovali e da Franco Achilli (ex dirigente della ASR U18 Elite e oggi coordinatore dei volontari Beccaria).

Dopo le prime raccomandazioni sullo spirito del gioco (niente sconti, è una partita vera), le squadre entrano in campo e si dispongono per il saluto: saranno gli alti muri perimetrali, sarà il cielo azzurro, l’emozione e anche tutto il resto, ma l’urlo rimbomba davvero manco fossimo a Twickenham. Si comincia una partita di tre tempi da dieci minuti, osservata a bordo campo dal personale e da alcuni educatori del carcere. Si fa sul serio, come del resto tutte le cose qui dentro.

Cronaca della partita: per il rugby, hip hip…

Parte spavalda l’ASR: al 4’ Pit Achilli lancia lungo linea Marco Oriani che deposita l’ovale in meta, dopo un delizioso zig zag tra le maglie rosse. Al 7’ risponde per la Freedom l’esordiente Mattia, che segna la prima meta della sua vita avvitandosi per difendere la palla e superando di forza la linea delle maglie bianche ASR.

Un’azione innestata da Alvise Baia Curioni sulla sinistra consegna però in rapidità l’ovale di nuovo a Oriani, che al 9’ porta in vantaggio l’ASR. L’arbitro deve fischiare poco e lascia giocare, e il rugby diventa fluido e appassionante soprattutto quando l’ala siriana della Freedom – Hazim- sguscia da nonsisadove e beffa tutti leggero come una piuma. Approfitta invece del minuto di recupero Edo Franceschi, che all’11’ dopo uno scambio con Gentile, travolge la linea difensiva dei rossi e sigla la meta ASR chiudendo la prima frazione per 3-2.

Nel secondo tempo la Freedom sembra aver ricucito i ranghi (l’Old Moiraghi deve aver dettato la linea disciplinare alla squadra nell’intervallo, facendo capire che sì i bianchi vogliono vincere, ma la Freedom anche) e infatti la meta di Alex, che schiaccia in tuffo, sancisce che i rossi non ci stanno; replica però Edo Franceschi con una meta due minuti dopo, e la partita diventa un ping pong  con continui capovolgimenti di fronte: è Mattia che per i rossi porta di nuovo l’ovale in meta al 5’, poi Oriani segna sul lato opposto. Adriano Lastrico mette il cingolato all’ASR e passo dopo passo sospinto da Rizzo porta la palla in meta al 7’. E’ di nuovo Alex, caparbio, che prima dell’intervallo accorcia di forza al 9’ per la Freedom.

Siamo 5-6 e l’ultimo tempo sarà appassionante, anche se verrà giocato con le lingue di fuori: nessuno si sta risparmiando. E’ l’omaggio migliore al rugby.

Tanto per gradire la Freedom mette un sigillo al 1’ e raggiunge il pareggio momentaneo con Roberto Fossati, agile ad aggirare lo schieramento bianco. Gli risponde Pit Achilli dopo uno scambio veloce alla mano con Francesco Rizzo e Alvise Baia Curioni: l’ASR torna in vantaggio.

Il gioco è corretto ma si placca decisi, in un campo strategicamente stretto dove si tenta più volte l’intercetto per  infilarsi in un buco; è di nuovo la Freedom con un ispirato Giovanni Tanca, imbeccato da Renato e da Robi Moiraghi, a depositare l’ovale oltre la linea di meta. Una bella azione di Filo Bellati, al 4’, lancia Oriani: ormai solo, a pochi passi dal successo e dopo una galoppata da parte a parte, l’ambizione del capitano dei cadetti ASR viene amaramente spenta da una francesina traditrice di Tanca. Oriani però ci riprova al 5’ e questa volta, dopo rapidi passaggi  con Domenico Gentile che ingannano la difesa Freedom, segna l’ultima meta ASR.

Già, l’ultima meta, perché d’ora in poi saranno solo punti Freedom: segnano di nuovo Tanca al 7’, poi Renato – con liberatoria esultanza calcistica – un minuto dopo; e infine  la firma della vittoria la mette l’inossidabile, generoso e immenso Robi Moiraghi, che regala momenti di sapienza e rara bellezza rugbystica rotolando a terra come un viet-cong nella foresta e spiacciccando l’ovale in meta al termine dell’ultima azione a tempo scaduto. Risultato finale: 10 -8 per la Freedom Rugby.

Una partita vera

E’ stata una mattina di intenso e corretto spirito agonistico, che ha mostrato il sorprendente livello rugbystico raggiunto dai ragazzi del Beccaria sotto la guida di Giovanni Tanca e Valerio Savino; una partita  che ha riempito la nostra giornata di calore e grande soddisfazione.

Ci salutiamo in cerchio perché siamo diventati amici e sappiamo che lo resteremo per sempre. Sono questi i momenti che rendono l’ASR una realtà diversa e qualcosa di più di una società sportiva: perché i successi non li cerchiamo solo negli stadi ma anche in altri luoghi e soprattutto dentro le coscienze di ognuno di noi, mettendoci a disposizione dell’altro, proprio come ci insegna tutti i giorni il rugby.

Grazie a tutti!

Ringraziamo per la partecipazione al progetto, oltre ai giocatori scesi in campo oggi (Francesco Rizzo, Alvise Baia Curioni, Adriano Lastrico, Pietro Achilli, Edoardo Franceschi, Filippo Bellati, Marco Oriani, Domenico Gentile, Roberto Fossati, Roberto Moiraghi), anche gli altri atleti e tecnici che in questa stagione e in più di un’occasione si sono messi a disposizione del progetto educativo, offrendo la loro disponibilità al sabato mattina: Paolo Gorini (primo XV), Gianluca Uberti e Otto Arkan (Cadetti), Lillo Lanza (tecnico Cadetti), Luca e Giorgio Mosseri (Bislunghi) e Roberto Iasoni.

E grazie anche a Edison e BPM Banca Popolare di Milano, gli sponsor ASR che sostengono con passione i progetti sociali in cui siamo impegnati da tempo.

Il progetto prosegue: siamo al carcere minorile Beccaria tutti i sabati mattina e al carcere di Bollate tutti i lunedì pomeriggio. Chi volesse unirsi riuscirà a spalancare non solo le nostre braccia, ma anche le porte del carcere. Grazie.

E' partita vera al Beccaria: la Freedom Rugby batte l’ASR 10-8
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