L'ovale al Beccaria - Stagione 2010 - 2011

Il progetto prevede l'insegnamento e la pratica del rugby all'interno dell'Istituto di pena Minorile Cesare Beccaria di Milano.

Il terzo anno di lavoro si è concluso nel giugno 2011 con un bilancio estremamente positivo nonostante il consueto turnover determinato da periodi detentivi anche brevi o da trasferimenti frequenti.

Per la prima volta il numero dei giovani stabilmente presenti agli allenamenti (ogni sabato mattina) ha superato le 15 unità. Il che ha permesso di organizzare una partita finale tra una squadra interamente composta da giocatori dell’Istituto e una formazione dell’AS Rugby Milano appositamente convocata.

Il buon esito del lavoro svolto nel 2011 lo misura soprattutto la costanza nelle frequenze – decisamente migliorata- che a sua volta segnala il raggiungimento dell’obbiettivo primario, vale a dire una riflessione sul senso dell’esperienza, una buona disposizione nei confronti della fatica fisica e della disciplina sportiva. In due parole: condivisione e senso di appartenenza. Valori spesso dati per dispersi dentro la comunità carceraria.

La Direzione dell’Istituto unitamente a Don Gino Rigodi, cappellano del Beccaria e promotore dell’iniziativa, ha espresso profondo apprezzamento per il progetto, i cui risultati sono stati misurati in una serie di momenti educativi diversi. L’atteggiamento dei ragazzi che praticano rugby viene segnalato come evoluto (rispetto dell’educatore, rispetto per gli altri, riduzione di individualismo o vittimismo) da agenti di custodia ed educatori che lavorano al Beccaria.

Al progetto hanno lavorato in totale circa 20 tra allenatori, educatori e giocatori dell’AS Rugby Milano, tutti tesserati e coordinati da Juan Ignacio Merlo, leader del progetto sul campo, allenatore-giocatore sempre presente agli allenamenti.

Durante la fase finale del lavoro (maggio e giugno 2011) abbiamo ottenuto per la prima volta l’autorizzazione a filmare all’interno del Beccaria. Le immagini verranno utilizzate per realizzare un documentario da ultimare nella primavera del 2012 e da distribuire alle televisioni nazionali (Rai, Mediaset e Sky) e da inviare ad alcuni festival di cinematografia durante l’estate 2012. Per la prima volta in assoluto le telecamere sono entrate nell’Istituto (con il premesso del Ministero Grazie e Giustizia) e per la prima volta alcuni ragazzi da poco maggiorenni hanno potuto essere intervistati.

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