Prima partita a San Vittore

Prima partita a San Vittore

C'è una nave, “La Nave”, che naviga da oltre quindici anni: tanti marinai, spesso diversi, e tanti porti toccati. Nella primavera dell'anno scorso si è fermata al porto del rugby, dell'AS Rugby Milano. E da allora è iniziata un altro tipo di navigazione.

Si sono aggregati altri nuovi marinai, un po' capitani, un po' compagni, un po' mozzi, un po' quel che serve con l'intento di far scoprire qualcosa di nuovo a chi ha scelto di stare su “La Nave”. Su “La nave” scegli di stare, non devi starci. È spazio di sospensione, spazio di riflessione per storie che non hanno portato molto lontano. “La Nave” è uno dei reparti del carcere di San Vittore.

Quest'anno è andata così: due educatori (Roberto Fossati e Giovanni Tanca), una decina di giocatori ed ex giocatori di ASR Milano e un numero incalcolabile di ragazzi, di oggi e di qualche tempo fa, che ci hanno dato fiducia. Qualsiasi condizione, di tempo e di umore, il sabato mattina, per un'ora, il campo Cannavò del terzo raggio ha conosciuto la palla ovale.

Sabato 17 giugno i Ronin di San Vittore hanno fatto il loro esordio con una selezione delle seniores e dell'under 18 di ASR Milano.

Ronin è il nome che i detenuti hanno scelto per la squadra. Hanno scelto il nome dei samurai decaduti, che aveva perso il proprio onore, divenendo samurai erranti senza onore e dignità al soldo di chiunque. Una leggenda tramanda la storia di 47 Ronin, numero non troppo lontano da quello dei ragazzi che hanno giocato con noi, che riuscirono a riacquistare la loro dignità perduta con un'impresa eroica. Storia antica ma che per molti è la quotidianità all'interno del carcere.

Hanno esordito nel campo delle guardie dell'istituto con i ragazzi di ASR: Tommaso, Leonardo, Francesco, Matteo, Leandro, Federico, Alessandro, Francesco, Matteo, Federico e Roberto. Alla presenza delle loro famiglie e delle educatrici, Olga, Barbara e Laura, hanno mostrato quanto fatto. Come spesso, l'emozione più grande è stata nel cerchio conclusivo, poche parole ma che hanno dato un grande senso al tempo passato assieme.

Poche parole, tanti fatti che sono un arrivederci alla prossima stagione, con altri marinai, con altri Ronin.

 

Qui invece il racconto di uno dei Ronin di San Vittore: http://oblodelanave.blogspot.com/2018/06/e-giusto-avere-la-possibilita-di.html?m=1

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