Under 17 : Trofeo Aldo Milani a Rovigo 30 aprile – 1 maggio 2006

Consueto appuntamento per lo scenario del rugby giovanile nazionale,  a cui non si può mancare, una tradizione di cui bisogna rendere onore al Rugby Club Aldo Milani, che con grande sforzo organizzativo ed efficienza, assicura l'unico torneo internazionale di categoria in Italia, quest'anno particolarmente osteggiato non si sa bene da chi, con l'assenza di alcune formazioni italiane per il mancato spostamento degli incontri di campionato.

 Un palcoscenico a cui si affacciano squadre che esprimono valori e tecnica di indubbia qualità ed una festa a cui partecipare, perché oltre alla competizione è necessario vivere il piacere di stare insieme, incontrarsi, conoscersi, in una sorta di lungo terzo tempo.

Un momento adatto, in vista degli impegni di fine campionato, con il trofeo delle Alpi alle porte e la necessità di confrontarci con realtà diverse, con gioco più evoluto, per apportare esperienza e consapevolezza alla squadra.

Sapevamo della qualità espressa dal torneo, impegnativo e faticoso, necessario per uscire dai 50 punti a partita, cosa che ha generato qualche eccesso di valutazione e che ci permetta di tornare alla normalità.

Negli ultimi giorni tra le varie vacanze pasquali, elettorali, istituzionali, l'attività dei giocatori si è indirizzata alle varie selezioni U.16 e U.17 con i  Tornei di Firenze e L'Aquila, consentendo un banco di prova per i restanti in un'amichevole/allenamento di rilievo con la Leonessa a Rovato, finito in pareggio con una prestazione un pò sottotono dei nostri ed   Jacopo a curarsi la caviglia.

La primavera gioca strani scherzi, i nostri baldi giovanotti hanno la testa tra le nuvole e devono tornare coi piedi per terra, l'occasione non mancherà e tra i preparativi una decisione unanime, darsi un aspetto formale, quindi camicia bianca e cravatta sociale per tutti.

Domenica mattina, alla partenza del pullman si potevano notare, stagliati sotto le tribune di Valvassori Peroni, macchie bianche che sfidavano l'umidità di una mattina piovosa, per alcuni la prima volta con camicie in prestito e di taglie svariate, rapido corso di nodo scappino, sfoggiare la classe e l'eleganza che porterà alcuni sprovveduti clienti di Autogrill a cadere negli stereotipi, affibiando ai nostri  provenienza da college anglosassone, non riconoscendo idiomi e terminologie da fare inorridire l'Accademia della Crusca.

All'arrivo sul campo di Rovigo viene apprezzato il nostro formalismo e dopo un buon pasto ci prepariamo al primo match.

La formula di quest'anno prevede  4 gironi, di 4 squadre che si affrontano in partite di 10 minuti per tempo, di cui le prime due classificate passano alla fase finale mentre le atre si disputano le posizioni  da  9° al 16° posto.

Siamo in compagnia di Junior Venezia(super 10), Benetton(super 10), Selezione CAL(Campania, Abruzzo,Lazio).

Un  girone difficile e nel corso del torneo ne avremo la prova, sicuramente alla nostra portata se fato e volontà ci fossero amiche, più volontà che fato.

Nel riscaldamento prepartita sguardi un pò stralunati di alcuni che osservano i giocatori dei vari team che vanno dai 2 metri e passa di un inglese a sculture muscolari da wrestler esibite da altri.

Fa freddo, tira un vento irregolare  con qualche goccia, il campo principale appare in perfette condizioni, la voglia c'è, almeno pare, abbiamo qualche assenza per infortunio nel gruppo, per cui vengono rimescolati i ruoli ma non ci sono situazioni particolari, Tarduz febbricitante, tanta  tensione e il magazziniere a spendersi in incitamenti e consigli, tanto lui è in panchina per un encefalopatia al ginocchio destro.

Apriamo il torneo sul campo principale contro il Venezia, formazione che milita nel girone Elite veneto giocando con formazioni quali Benetton, Petrarca, Rovigo, San Dona e sicuramente in grado di esprimere gioco e tenuta atletica.

Dopo il calcio d'inizio ci installiamo nella loro metà campo, con un buon possesso di palla e un gran volume di gioco ma i punti non arrivano e il tempo scorre inesorabile. 

Abbiamo qualche occasione alla mano e al piede, ma sblocchiamo il risultato solo nel secondo tempo  con un calcio di punizione messo a segno da capitan Smitch e poco dopo  arriva la meta di rapina  di Fausto, vero cacciatore di palla,  che recupera palla nei 22 avversari e con il sostegno degli altri segna.

Mancano 3 minuti  alla fine del match se i nostri calciatori confermassero le ore di allenamenti passate a piazzare tra i pali staremmo più tranquilli ma lo stress da gioco li rende imprecisi e sul finire, per il solito calo di attenzione, la situazione si  sbilancia manchiamo dei placcaggi, non ci riposizioniamo in tempo, così ci becchiamo la meta, la trasformazione e ci dobbiamo difendere alla morte per l'ultimo minuto.

Finisce 8 a 7, con il 70% del tempo in attacco nel loro campo e poca capacità di fare punti, ci prepariamo, con una certa apprensione per il futuro, per la prossima col Benetton, che nel frattempo ha affrontato il CAL perdendo 8 a 3.

Col Benetton la stessa solfa, attacchiamo per la maggior parte del tempo, recuperiamo qualche palla, teniamo in touche, falliamo  calci che, come qualcuno direbbe,  avrebbe messo dentro l'avo di turno e alla fine  veniamo beffati da una punizione  nell'unica vera azione offensiva nei 22 subita.

Manchiamo del cinismo necessario a concretizzare il lavoro, sperperiamo un sacco di energie e ciò aumenta il carico di frustrazione fisica e psicologica.

Dobbiamo puntare tutto sull'ultimo incontro, il CAL, che da alcuni, in chiara veste federalista, viene visto come la Nazionale Centro Sud e nei più subentra una forma di sudditanza psicologica,  sembrano venire meno le ambizioni, a poco servono  richiami e incitamenti.

Dal calcio di inizio per tutto  il primo tempo ne combiniamo una peggio dell'altra, palle al volo mancate, prese mancate, placcaggio inesistente, leziosità nei contrattacchi con colpi di tacco da incubo,  solo il sacrificio di alcuni, Mani di Legno inesorabile e pochi altri,  riesce a salvarci dalla disfatta. Subiamo 2 mete trasformate in 5 minuti ed altrettanti a difenderci senza gran lucidità.

Nell'intervallo, guardiamo in faccia alla realtà, anche a  muso duro, ritroviamo un pò di coraggio e motivazioni e il secondo tempo ci vede lottare alla pari andando vicini alla meta, manchiamo in difesa e ci becchiamo la terza meta dopo una serie di lisci e ingenuità.

Un moto di rivalsa ci porta ad attaccare gli ultimi minuti con veemenza e manchiamo per un soffio la meta della bandiera con un tuffo di Tommi che forse  finisce oltre la linea di pallone morto.

Abbiamo arrancato contro una squadra di qualità, con cui avremmo potuto concorrere più dignitosamente, con più coesione, determinazione e umiltà.

Chiudiamo la prima giornata, con frustrazione, grande stanchezza e un po' di acciacchi, al terzo posto e per il giorno successivo rientriamo nella realtà territoriale che ci riserverà la prima partita contro Lecco ed eventualmente contro Asti o Viadana.

Con il morale sotto i tacchi ci rimettiamo camicia e cravatta,  andiamo all'ostello di Adria, ospitale e con una buona cucina che ci rinfranca, per recuperare energie fisiche e mentali, mentre il magazziniere si prodiga in sollazzi e visioni, mentre  sul fare della notte rivelerà le sue capacità recitative con innocenti interpretazioni notturne a tema fetisch/sadomaso.

Lunedì la mattina si presenta con un pallido sole, un po' freddino, il risveglio nella normalità con i più tosti che continueranno a dormire per il resto della giornata dando segni di vita per colazione e pranzo,

 come ieri dobbiamo dare inizio alle danze alle 9 contro il Lecco, che si presenterà con tutta calma alle 9,40 con la maglia di stampo calcistico a righe verticali bianco celesti. 

Ci siamo fisicamente tutti, con qualche acciacco qua e la ma alcuni hanno lasciato il cervello in ostello per cui occorre riprendere il percorso formativo dai fondamentali, con il Sindacalista che si inalbera per l'eccessivo impegno, Bamba che come ogni buon plantigrado vorrebbe tornare in letargo, Andrea, Tommi e il Violinista con le terga doloranti, Tito con escoriazioni in bella vista,   i più tosti a inseguire  le motivazioni tra i fili d'erba e le farfalle.

Con tutte le  buone intenzioni iniziamo la partita e riprendiamo a complicarci la vita, in altre occasioni non ci sarebbero problemi, ci siamo ma manchiamo di determinazione, sbagliamo l'impossibile con  touche senza saltatore e nei punti d'incontro senza sostegno e palle avanti , solo la tenacia dei veterani ci permette di vincere la partita, inviando Galli che come il suo solito dritto per dritto, riceve la palla all'ala e senza tenere conto di ostacoli o possibilità di uscire dal binario riesce a schiacciare in meta. Non trasformiamo per tenere alta la percentuale degli errori che altrimenti potrebbe subire delle variazioni positive. Chiudiamo così anche questa tappa senza infamia e senza lode ma perlomeno abbiamo vinto.

Tra una partita e l'altra Luca, il pensatore, festeggia il compleanno a base di torte e coca cola  rinfrancando i tanto provati spiriti, soprattutto del magazziniere che tiene alto l'onore della categoria, con incitamenti, prodigandosi in consigli e trasportando la mole di masserizie che lo manterranno in linea nonostante le ampie libagioni a cui non nega appetito.

Nella nostra  partita con Asti è la solita solfa a prevalere, appello allo spirito della squadra con sacrifici rituali e preghiere, ci aspetta una  squadra con cui abbiamo sempre combattuto, che sa stare in campo, qualche residuo di lucidità e di energia si intravede, impostiamo qualche azione fuori, soffriamo più del dovuto in mischia e in touche, Marco, il sindacalista, risolve la partita con un colpo di genio, riscattando l'inguardabile colpo di tacco, segnando un meta di merito.

Siamo alla frutta, per fortuna inseriamo i meno affaticati e dolenti, Pierre, Chiesa e Nobi, la partita finisce con poche emozioni, si va a mangiare sperando di recuperare qualcosa per la finalina del secondo girone guardacaso  con il  Venezia.

Stanchezza e acciacchi segnano i più, cerchiamo di concentrarci ma è impresa improba, la pennichella incombe, il riscaldamento prepartita richiede doti di pazienza e sensibilità, destare l'attenzione non è proprio facile ma sembra alla fine di avere voglia di farcela, anche gli altri saranno esausti.

Max determina una formazione sperimentale  e partiamo alla grande come il nostro solito, stronchiamo le loro iniziative e giochiamo con la palla in mano conquistando terreno, insistiamo nelle penetrazioni, spostiamo bene la palla ed oplà riceve Andrea all' ala sinistra che con le leve da fenicottero semina gli avversari e segna una bella meta, gioia di papà.

Prendiamo fiducia conteniamo le loro iniziative ma sbagliamo troppo e la stanchezza si fa sentire senza preavviso permettendo, con un rapido cambio di fronte ed una penetrazione nella nostra difesa al Venezia di segnare verso la bandierina. Naturalmente trasformano da una posizione francamente difficile.

Drin!Drin!Drin! Suona la sveglia, cerchiamo di recuperare in ogni modo, gli ultimi scampoli di energia vengono spesi, una bella intuizione di Davide lancia Andrea con un calcio nello spazio profondo che raccoglie al volo rompe un  placcaggio, semina la sua ala, punta  la bandierina con l'estremo che lo recupera placcandolo, si getta in rotazione segnando una meta acrobatica ed ecco arrivare l'arbitro trafelato che, non solo non convalida, ci assegna un fallo contro con una motivazione riguardante desumocheilmovimentodelcorponell'attodellametasiaavvenutoinduetempi e il guardalinee che scuote la testa e tace.

Il fato ci è avverso, il Venezia rallenta il gioco cerchiamo di recuperare la palla ma commettiamo errori, manca un minuto alla fine, recuperiamo palla la muoviamo da destra a sinistra, bel movimento che crea soprannumero nei cinque metri sguarniti, pochi passi fissano l'ultimo difensore oramai sembra fatta e patatrac, un in avanti che chiude le speranze e ci piazza al 10° posto.

Sconsolati ed un po' avviliti consci delle occasioni perse, cazziati per l'ennesima volta da Max e sottoscritto, fanno solenne giuramento di provvedere nell'immediato futuro a prestare più attenzione e dedizione alla preparazione, onde affrontare gli impegno a divenire, con esiti più soddisfacenti.   

 Assistiamo a belle partite tra le contendenti al titolo tra cui ritroveremo la Benetton che finira 3° piazzamento   e CAL che  pareggerà in finale  contro gli inglesi del EAST  MIDLANS  finendo al 2° posto per differenza mete. Pertanto il nostro girone iniziale si è trovato, con livelli diversi, a disputare i match che caratterizzavano la formula finale del torneo, superando le varie fasi, indice di sicura qualità nel rispetto dei meriti.

La premiazione vedeva quattro nostri prodi Andrea, Tommi, Capitan Smich, e Fausto ritirare il premio tra gli sguardi ammirati del pubblico per l'eleganza e il portamento, si fa per dire.

Il viaggio di ritorno vede tornare la serenità nei volti nei volti segnati da lotta e fatica, capitan Smich suffragato da Davide, l'incravattato, stilavano i meriti e le pagelle con gran benevolenza, stima, merito, forse provenienti da un torneo vinto in un altro spazio/tempo quando erano stati rapiti dagli alieni insieme a Elvis Presley che giocava apertura ed ET piazzava tra le Porte di Orione, con successiva  estemporanea esibizione del sindacalista che nel vaniloquio, vaneggiava, vittima di un eccesso di lavoro a cui non è assolutamente abituato, di premi partita e altre facezie e amenità.

Che altro dire.

Un plauso ed un grazie a:

 Gianni e Irmano per l'attenzione, la dedizione e la pazienza dimostrata;  

 mamme ultras che tanto hanno incitato e sostenuto con tenacia e affetto i pargoli in generale;

 Enzo, l'autista del pullman per la pazienza dimostrata;

 Azzolari, per l'efficiente organizzazione e per la levataccia a cui lo abbiamo costretto per aprire la sede dove,  naturalmente,  non ci siamo presentati;

A tutta la squadra per le emozioni che ha saputo trasmettere, seppur non suffragate da risultati a cui potremmo tranquillamente ambire, che sono comunque a portata di mano, per le capacità espresse e lo spirito di sacrificio comunque profuso, per la correttezza e la sportività dimostrata in campo e fuori, la cordialità e voglia di stare insieme, sostenendosi e spronandosi nei momenti difficili, nell'essenza e nello spirito che questo sport che amiamo ci ha trasmesso.  

 Alla prossima.          

In campo: Corsi, Marcosano, Picone, Barana, Ughi, Catalano, Casarin, Limonta, Baraggia,  Montanelli, Cozzaglio, Antoniazzi, Penati, Scaburri, Tardini, Galli, Chiesa, Sintich,  Quercioli, Buratti, Vescovi.

All. Cozzaglio, Sintich, Casarin.

Dirigenti accompagnatori: Baraggia, Scaburri.

Ultras: Mamme Baraggia, Cozzaglio, Montanelli, Picone, Scaburri.

Magazziniere: Nicola " Fetish Betti" Ferrari.

                                                                         

 

 

Paolo Casarin

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