L'Under 17 conquista il Trofeo delle Alpi stagione 2005/06

Da Alessandria conferma del primato dei nostri colori nel passaggio a Nord Ovest.

L'abilità e la generosità dei nostri ragazzi ha avuto ragione degli avversari di sempre in questa fase del campionato, il Cus Genova che in queste ultime stagioni ci ha conteso (senza successo)  l'accesso alle semifinali nazionali, con una buona prestazione, maturata con determinazione e metodo.

Che la vicenda fosse vissuta con la giusta concentrazione e determinazione si era capito con la costanza e la disponibilità offerta dai ragazzi in questa fase finale di preparazione, con un campionato logorante e impegnativo alle spalle, con l'imminente conclusione dell'anno scolastico e tutti i misteri insoluti che a  fine anno materializzano voti o pretendono sacrifici rituali, quali studio o rinunce varie, con l'Inquisizione dietro l'angolo pronta a giudicarti.

All'appuntamento in sede per  il pranzo si sono presentati tutti in camicia e cravatta, compreso il nostro caro magazziniere oramai rientrato nel ruolo di Nich il pilone, che ha dato sfoggio di eleganza e portamento, dando già così una buona impressione, alcuni scaramanticamente ostentano libri scolastici, come sacri feticci e amuleti, che non apriranno e riporranno nelle cappelliere del pullman  e li rimarranno ad imperitura memoria dei posteri.

Nel briefing prima della partenza una platea attenta e partecipe ha ascoltato, ed anche capito a quanto pare, le disposizioni e le consegne di Capitan Smich, Max, Fabrizio e Gianluca, riuscendo a fare anche delle domande, delle proposte comprensibili e in italiano corretto  che hanno suscitato allo stesso tempo meraviglia e la preoccupazione per lo stato mentale dei presenti, naturalmente esclusi Bamba, Tommi, Nich e Campa che hanno continuato a seguire le evoluzioni delle mosche e a sonnecchiare, sazi e sereni.

Il viaggio in pullman ci riserva la piacevole compagnia di un sibilo ininterrotto, l'acqua bolle, che ci trapanerà per tutto il tragitto.

All'arrivo il campo si presenta in buone condizioni, c'è perfino l'erba, cosa che da un po' di tempo non troviamo più tra la polvere del Crespi ed un vento malandrino, che gira in continuazione, sicuro ostacolo per le rimesse laterali e le ricezioni.

Il riscaldamento serve a sciogliere i volti contratti dalla tensione prepartita, vediamo i nostri avversari di cui conosciamo la qualità di alcuni elementi, ma non abbiamo incontrato ultimamente, con un pacchetto di mischia di tutto rispetto e dei risultati in campionato di alto livello, con qualche polemica noi giocheremo con la maglia bianca, loro verde.

Al fischio di inizio, dopo il minuto di silenzio per il Consigliere Speziali,  cominciamo subito a mettere in chiaro le cose, una pressione organizzata ci permette di recuperare la palla, un bel movimento dei  ¾ e arriviamo ad un passo dalla meta.

Continuiamo con una pressione asfissiante , teniamo bene in mischia con Manuel, Ale e Nich, la contesa aerea delle touche viene affidata all'esperienza di Casa che dovrà lottare non poco,  nei punti di incontro siamo puntuali, gestiamo  bene la palla, arriviamo con una ruck ad un metro dalla meta, raccoglie Fausto che segna   ma l'arbitro non accorda, per un'infrazione precedente.

Con sicurezza ritorniamo a giocare nei loro 22 e in due occasioni viene punito il Cus Genova, che sotto pressione, gioca sporco nei raggruppamenti, Davide centra i pali tutte e due le volte, da posizioni non troppo facili.

Il Cus Genova non riesce a muovere la palla con il vento a sfavore, ci facilita i ricuperi Tito smista bene e da un'accellerazione di Davide e Michele, capitan Smitch lancia in meta Marco il Sindacalista vicino alla bandierina.

Il Cus pensa sia arrivato il momento di  giocare e affida il compito al reparto arretrato,  che non ha calcolato la presenza di Michi Mani di legno, Leone, Tarduz che in quattro e quattro otto, gli fa capire di che pasta sono fatti e da un recupero ben gestito,  Capitan Smitch si invola e va a segnare vicino ai pali e Davide, col piede li centra.

Qualche iniziativa degli avanti del Cus ci fa capire il loro valore ed in un di occasioni prima il pilone, rapido e potente, ed il tallonatore  poi, aprono le maglie della nostra difesa, impegnata nell'arginare l'avanzamento del pack che stando in piedi dimostra di crearci grosse difficoltà.

Okanda deve abbandonare il campo, uscendo malconcio da un raggruppamento, comunque dopo aver lasciato qua e la il segno del suo passaggio, sostituito da Streaker Catalano, che farà la sua parte.

Riusciamo a rintuzzare le punta offensive, muoviamo la palla e riusciamo a testare lo spazio profondo, mandando in confusione le linee arretrate ed ecco che Tommi, come sempre vigile  e generoso oggi anche nella versione saltatore, recupera la palla, rompe un placcaggio e si invola in meta e segna, finale primo tempo 23 a 0.

Nella ripresa commettiamo l'errore di considerare il CUS rinunciatario, senza speranze.

Per 10 minuti subiamo la potenza dei loro avanti, che in più occasioni ci carrettano per lunghi tratti, siamo imbastiti, non pressiamo a sufficienza, andiamo in sofferenza e commettiamo qualche fallo di troppo  e da uno di questi, giocato con abilità  e potenza dal pilone destro  del CUS, scaturisce la meta trasformata,  l'unica subita nell'incontro.

Riprendiamo a giocare, loro tentano il tutto per tutto ma noi ci riorganizziamo, usiamo di più il piede, miglioriamo le rimesse, riconquistiamo la linea del vantaggio e da una maldestra risposta al piede dell'ala scaturisce il contrattacco dei nostri  ¾ che lanciano in meta uno straordinario Tarduz all'ala.

Il Cus subisce il colpo, cerca energie fresche dalla panchina, tenta qualche folata con la mischia o col piede, prontamente rintuzzata,  siamo sempre in sostegno, ripartiamo e li costringiamo al fallo, che Davide piazza dalla linea dei 15 metri.

Sostituiamo Fausto, gran lottatore e poi è il suo compleanno, entra Gio il violinista  e nel contempo  esce Bamba, mortificato, castigato dall'arbitro per una colpa non sua, ma si sa che capita ai troppo buoni.

Siamo in 14 e mancano 10 minuti e Bamba non è un fuscello, ci preoccupiamo e giochiamo più contratti,  arrestiamo i tentativi di maul e recuperiamo palle preziose che spariamo in touche nei loro 22, dove ci limitiamo a difendere e loro sbagliano diversi lanci spostati  dal vento.

Esce Corsi, con una caviglia malandata,  dopo un partita giocata con tanto cuore e generosità ed entra Church, mentre Tarduz, lascia il posto a Galli, che già in una temporanea precedente aveva timbrato il biglietto con la sua solita determinazione. Nel ping pong finale Davide si prende la sua meta giornaliera, recuperando un calcio al volo e segnando.

L'arbitro fischia la fine, i saluti di prammatica e dopo tanta allegria, con Luca nell'oramai consueta esibizione di streaking, gavettoni a Max e i complimenti del pubblico.

I ragazzi si rimettono camicia e cravatta, si va a festeggiare alla  pizzeria del DLF, nel rientro a casa il pullman stenta a contenere lo spirito dei nostri, che tra canti e le solite pagelle farneticanti del Sindacalista, questa volta in coppia con Nich alla ricerca degli aggettivi perduti, a lui sconosciuti ed una magistrale interpretazione di  Cata al Gioca Joue.

Adesso viene il bello. Un primo traguardo è stato superato ma i prossimi avversari sono il San Donà, proveniente da un campionato che abbiamo testato a Rovigo, di cui conosciamo il valore e la tecnica, dobbiamo continuare a lavorare, ad avere la capacità di mantenere alto il livello di concentrazione, a non sentirci appagati, a credere nelle nostre possibilità.    

Un affettuoso ringraziamento  alle mamme Ultras  e ad un folto e competente pubblico che ci ha accompagnato e sostenuto, ai preziosi consigli di Gianluca, alla voce tonante di Gabrio, alla tuttologia di Duilio, a Matteo e Giacomo per l'acqua preziosa elargita, all'autista per la pazienza dimostrata.

Un ringraziamento particolare a chi è venuto e non ha giocato.

Appuntamento a Domenica 4 giugno a Valpolicella dove le due squadre dell'ASR MILANO vincitrici del Trofeo delle Alpi U.15 e U.17, disputeranno con Petrarca e San Donà, l'accesso alle finali nazionali di categoria.     

Alla prossima.

   

Paolo Casarin

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