Under 19 domenica 2 dicembre 2007

Under 19 – Union vs ASR Milano 16-15

In campo :Favell, Bragdon,Tanca Gia, Tanca Gio, Tardini, Tolotti, Verrecchia, Limonta, Casarin,Aletti,
Barana, Baraggia, Picone, Catalano, Forino, Lezzi, Galli, Quercioli, Olivieri.
1° tempo: 19' meta Union, 21' meta Tolotti, 35' meta Union;
2° tempo: 10' penalty Union, 17' meta Tolotti, 21'meta Casarin, 30' penalty Union;

Non c'è molto da dire, una partita affrontata con nervosismo, scarsa lucidità. Abbiamo, commesso più errori di quanti normalmente sono ammissibili per un qualsiasi impegno dignitoso, anche semplicemente per divertirsi.( La stessa solfa ieri sempre con la Union U15 ndr.) Nulla da togliere alla Union che, con una buona prestazione, semplice ed efficace, disputata con determinazione e voglia di vincere, è riuscita nel suo intento, mentre i nostri virgulti, pur con una prestazione non indifferente in cui il predominio nelle fasi statiche e nella occupazione del campo che non sono state mai messe in discussione dagli altri, siamo stati messi sotto dalla poca concretezza difensiva e dalla scarsa fantasia.Qualche avvisaglia venerdì con assenze e rinunce, che si sono poi ripetute nel prepartita, una riscaldamento affrontata con nervosismo e di conseguenza nella partita, un susseguirsi di cappellate che non vale la pena di ricordare. La fantasia, la disciplina, il rispetto delle consegne e dei ruoli che sono sempre state patrimonio del team sono andati a farsi benedire.
Fin dagli inizi la confusione ha predominato, il primo placcaggio lo abbiamo fatto dopo una decina di minuti, in cui siamo andati sotto di una meta nella mancata gestione di un contropiede, con un calcetto a scavalcare la difesa che alle spalle aveva il vuoto, meta di rapina. Restiamo basiti ma nel rapido volgere di una manciata di minuti Tolotti va via nel canale dei 5 metri e rimette le cose in parità. Poi qualche timido accenno di risveglio, senza peraltro riuscire a sfruttare le opportunità avute, per la ricerca del risultato individuale, senza organizzazione, scelte poco opportune, insomma un gran casino, con un costante carrettamento della nostra mischia ai danni dell'altra, che si arenava sulla linea di meta, dando sempre più frustrazione ai nostri e coraggio alla Union fino ad imporci il suo gioco elementare e concreto. Nell'arrembaggio un po' frastornato dalle continue interruzioni tra palle in avanti, falli e altre amenità, riusciamo a beccarci sul finire del tempo la meta fotocopia con un contropiede della Union che 2 attaccanti contro 5 difensori fa un calcetto che supera la linea difensiva sui 22 metri e riesce a schiacciare in meta, altra rapina ben riuscita con destrezza. Terminiamo il tempo sotto, nell'intervallo cerchiamo di mettere in ordine le idee, compito arduo, cominciamo il secondo tempo tenendo meglio il campo ma non riusciamo a essere ne concreti ne pratici, ed il passivo si incrementa con un penalty per un fallo veniale. Ma come per incanto in 10' ribaltiamo il risultato con un gioco quasi efficace, anche se con poca fantasia. Prima Tolotti al 17' in che si replica con una fuga debordante segnando alla bandierina, poi Casarin al 23' concretizza l'unico delle decine di raggruppamenti, ruck, maul, pick and go, tentativi individuali, che abbiamo impostato per portarci in vantaggio. Sentiamo già di potere fare la quarta meta per il bonus ma gli sforzi sono vani, i tentativi sfumano ed il tempo passa aumentando la fatica e la frustrazione. Una manovra maldestra dei nostri ¾, nonostante la generosità in giornata veramente modesta, permette il recupero e il contrattacco che sembra involarsi verso la meta ma una serie di placcaggi in estremis ferma la manovra. L'arbitro ravvisa un fallo e concede il penalty del sorpasso. Gli ultimo minuti all'insegna dell'assalto si scontrano con la diga della difesa avversaria e le ultime chance vanno in fumo per una serie di in avanti che coronano una giornata mediocre. Al fischio finale la delusione e l'amarezza segnano i volti. Non è stata una debacle, ma come ogni impegno ludico, di studio o di qualsiasi genere affrontato senza le dovute attenzioni e motivazioni, non può che dare esiti sfavorevoli e frustrazioni. Soprattutto un derby deve stimolare maggiori ambizioni, dimostrare i segnali maturità e di crescita, dare valore alle ambizioni ancora lungi a venire.
Comunque occorre metabolizzare la sconfitta, traendone gli spunti per ovviare alle carenza e lavorare per raggiungere una preparazione adeguata a concretizzare i prossimi impegni.

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