Semifinali Campionati Nazionali 2006: i nostri Under 15 e Under 17 sconfitti con grande onore

CAMPIONATO UNDER 17 – Semifinale nazionale , Calvisano 4 Giugno 2006

SAN DONA' – ASR MILANO 16-13 

CAMPIONATO UNDER 15 – Seminifinali  Nazionali, Calvisano 4 Giugno 2006
 
ASR MILANO – PETRARCA PADOVA
7-53

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Under 17

In campo:
Picone, Catalano(Corsi, Marcosano), Ferrari, Barana, Baraggia(Ughi), Casarin, Okanda(Campaner), Limonta, Montanelli, Cozzaglio, Tardini(Galli), Sintich, Penati, Scaburri, Antoniazzi N.E: Buratti, Follea.

Realizzatori: Cozzaglio( 1 trasf., 2 penalty),  Limonta (1).

All. Cozzaglio, Sintich, Casarin.

Dirigenti accompagnatori: Baraggia, Scaburri.

Medico: Barana


Sul campo di Calvisano si infrangono le speranze di passare alla finale di campionato. Quasi una maledizione che si ripete negli anni (e sempre a Calvisano).

La giornata era calda ma ventilata e il sole picchiava sul campo centrale, con un manto erboso in perfette condizioni.

L'abilità e la generosità dei nostri ragazzi ha dovuto cedere di fronte ad avversari più abituati ad impegni di alto livello, e dove la differenza l'ha fatta l'abitudine a lottare per tutti i 60 minuti dell partita. Dei nostri avversari conoscevamo le vicende di campionato, ma non avevamo avuto opportunità di affrontarli al Torneo di Rovigo. Nelle loro fila annoveravano comunque diversi talenti e giocatori della Nazionale di categoria: sicuramente una squadra di buon livello.  

Il San Donà è sceso in campo con l'idea di disputare una semplice formalità,  sottovalutandoci sia sul piano tecnico che su quello fisico, strutturando il gioco con un pacchetto di avanti possente, ben organizzato ma pesante, che finché siamo riusciti a fare correre ed impedirgli di stare in piedi non è riuscito a venire a capo della partita ed una linea di ¾  ben disposta, buona in difesa ma non altrettanto efficace nella manovra offensiva. 

Nel primo tempo la fase di studio si è protratta a lungo, le due squadre che misuravano le capacità tecniche e di organizzazione, saggiando lo spazio profondo con calci a scavalcare la difesa e valutando l'intervento sui punti di contatto.

Riusciamo ad avere buone palle dalle touche che sfruttiamo con abilità, non ci incistiamo nelle ruck e muoviamo la palla con rapidità, spostando continuamente il fronte d'attacco.  

Dopo le prime incertezze cominciamo a macinare gioco e,  come al solito, sviluppiamo una gran mole di lavoro, con Michele che rasa il prato con l'altezza dei suoi placcaggi, un gran lavoro di interdizione delle terze linee, la prima linea che tiene botta e mette in difficoltà la smaliziata linea avversaria, Tito che smista le palle con precisione e rapidità a Davide che muove  i ¾  con abilità.

Il San Donà è costretto sulla difensiva, non riesce a concretizzare il possesso oltre la seconda fase. Le nostre folate offensive aprono le maglie della difesa e prima Tommi con la mischia, poi Michele entrano di potenza e galoppano verso la meta,. Purtroppo, dopo essere entrati nei 22, non trovano il sostegno che è in leggero ritardo.

Si infortuna alla spalla l'apertura del San Donà che abbandona il campo e il subentrante, che cerca lo spazio dietro, lancia le ali alla conquista del terreno. Abbiamo qualche esitazione difensiva , rallentiamo l'uscita della palla agli avversari e l'arbitro ci sanziona: Fortuna vuole che il piede del calciatore sia mal calibrato e la palla non centri i pali.

Riprendiamo a macinare gioco: con una pressione asfissiante recuperiamo palle in mischia e in touche, smistiamo palloni, andiamo a battere per concentrare la difesa. In un sovrannumero, Davide riceve palla, si invola, sembra oramai fatta ma all'ultimo il difensore riesce a girarlo mentre va a terra in aria di meta e l'arbitro non concede.

Si riparte nuovamente con calci lunghi che ci costringono a tornare sotto pressione sbilanciandoci, ma siamo capaci di recuperare due situazioni difficili annullando prima e recuperando palla in mischia nei nostri 5 metri. Il tempo scorre e si avvicina la fine del 1 tempo e nessuno ha sbloccato il risultato.

Sul finire della prima frazione di gioco  alcune situazioni generano equivoco, con l'arbitro che non rileva il soprannumero costante  nello schieramento in touche  del San Donà sulle nostre ridotte. Alle (pacate) proteste dei nostri, ci punisce con un calcio dai 15 metri appena fuori i nostri 22. Il calcio è nettamente fuori e con questo episodio l'arbitro fischia la fine del tempo con il risultato in parità.0 a 0.

La partita sembra alla nostra portata, abbiamo dato molto ma ci crediamo  e rinfrancati dalla sosta riprendiamo.

Si rimettono in moto le linee arretrate, la mente è un po annebbiata, perdiamo di concretezza  e al primo attacco il San Donà entra nella nostra metà campo, lo fermiamo ma il placcatore non rotola via, l'arbitro ci punisce con un calcio e il  San Donà centra i pali sbloccando il risultato.

Non molliamo  e rilanciamo, portiamo avanti il pallone, contendiamo metro a metro,  sosteniamo con  convinzione, pressiamo, entriamo nel momento di massimo sforzo, la stanchezza comincia a fare capolino, qualche crampo qua e la interrompe il gioco, cominciano le sostituzioni da entrambe le parti che alterano gli equilibri, siamo capaci di approfittarne, penetriamo nei loro 22 e li costringiamo al fallo, Davide centra con precisione e ripristina la situazione.

Riprende il gioco, fissiamo con una ruck di Fausto, Tito muove Davide, che finta lancia lungo a Michele che va verso i pali,  Tommi  sostiene e sfrutta un assist che lo porta in meta alla sinistra del palo e Davide trasforma.

Sembra il colpo del ko ma non è così, e forse la troppa euforia fa calare l'attenzione. Negli ultimi 10 minuti si succedono episodi che cambieranno il volto della partita.

Il San Donà cambia gioco, ci opprime nella nostra metà campo, calcia lungo,  recuperiamo ma non liberiamo con facilità, in touche fatichiamo a contendere i palloni, non abbiamo fonti pulite da cui approvigionarci, ci sbilanciamo e la fatica gioca brutti scherzi.

Da una palla uscita improvvisiamo una giocata veloce con gli uomini fuori posizione, e la pressione del S.Donà che stava salendo a tutta velocità ci blocca,  i tentativi di recupero sono maldestri e  facciamo fallo.  Il San Donà va in touche a cinque metri, tentiamo una difesa a terra e qui saggiamo la capacità di gestire il carretto da parte loro, che ci fa spendere un sacco di energie, ci raggruppa, e, risucchiati  nel gorgo avanzante ci fanno meta.

Da posizione scomoda falliscono la trasformazione, e siamo quindi ancora in vantaggio. Escono prima  Okanda infortunato  per Campa, poi  Tommi esausto con i crampi per Alessandro.

Ci ricomponiamo ma siamo stanchi, ci portiamo avanti, lottiamo e diamo fondo a tutte le energie, entriamo nella loro metà campo, portiamo avanti la palla e li costringiamo a tenere il pallone a terra . Ci viene assegnato un calcio che Davide mette tra i pali. 

Poco dopo esce anche Fausto, triturato in un raggruppamento sul  calcio di ripresa del gioco, sostituito da Giovanni, quindi Corsi abbandona il campo con un bel bernoccolo sostituito da Luca. 

Riprendiamo a giocare con tutte le buone intenzioni ma accusiamo i colpi, continuiamo a subire la loro pressione, in touche cominciamo a disunirci sbagliando coordinamento e lanci, salvataggi in extremis scombinano la difesa, siamo scoperti dietro e da una ricezione maldestra ci troviamo a giocare nei nostri 22.

La loro mischia ci impegna troppo, un altro carretto ci traina per alcuni metri e sembra, nell'andare a terra, oltrepassare la  linea di meta, l'arbitro assegna poi si accorge di Manuel che mantiene il pallone sollevato da terra e torna sulla sua decisione, con una mischia a 5 metri, che il San Donà cerca di bissare entrando di potenza ma Andrea è abile nel mettere le mani sulla palla e nel tira e molla la recupera. Tentiamo un calcio in touche che però non esce e due rapidi cambiamenti di fronte portano i nostri "pesanti" contro ala ed estremo del S. Donà che li  aggirano. Nulla può fare il tentativo estremo di Capitan Smitch  nell'evitare che la nostra meta sia violata un'altra volta.La sorte ci è amica e il piede avversario pure poichè cicca i pali. Siamo in parità e mancano 5 minuti scarsi.

Decidiamo di  giocare il tutto per tutto, esce Tarduz ed entra Galli, ripartiamo ma loro riescono a gestire bene il recupero, sparano palle  nei nostri 10 metri con una pressione che ci costringe a recuperare maldestramente, ci isoliamo e nei 15 metri teniamo la palla a terra. L'arbitro fischia e il successivo  drop entra tra i pali.

Siamo sotto.

Sono gli ultimi minuti dobbiamo, dare il tutto per tutto, non ci rassegniamo, ma oramai c'è rimasto ben poco, abbiamo opportunità dal tentativo di affossare il gioco, ma veniamo ricacciati indietro. L'ultima azione con una touche  a nostro favore verso i loro 22, potremmo sfruttarla per tutte le opzioni del caso ma il lancio è storto, mischia loro, la  palla esce e vene calciata fuori, l'arbitro chiude l'incontro.           

Che dire.

Il nostro sport non concede dubbi, vuoi che sia  il più forte o il più abile o il più determinato o il più esperto e a volte il più fortunato che vince, pur magari non essendo il più in ogni cosa ma gli va riconosciuto il fatto di avere vinto perché ha saputo fare di necessità virtù.

L'incontro era alla nostra portata  ma non credo ci siano rimpianti,  ognuno ha dato tutto quello che poteva dare nella preparazione e in campo, forse ci sono mancati quei 5 minuti di gioco ad alto livello, di impegno e concentrazione che campionati diversi e più equilibrati impongono in ogni partita.

Comunque resta il fatto che questo gruppo di ragazzi è cresciuto mese dopo mese, tecnicamente ed umanamente, acquisendo consapevolezza e determinazione, con un lavoro costante e partecipato, sotto la guida e con la stima dei suoi tecnici e dirigenti, che ne hanno apprezzato la profonda dignità, simpatia e correttezza.      

Bravi.

Buone Vacanze a tutti.

P.S.

Non montatevi la testa, l'anno prossimo si ricomincia  e a furia di appuntamenti di questo livello, prima o poi ce la faremo, nella vita l'esperienza è fondamentale, ma la prossima volta dobbiamo vincere, è alla nostra portata.

Un ringraziamento particolare ai nostri sostenitori e appassionati che ci hanno seguito ed incitato in questa avventura entusiasmante.

Complimenti anche alla nostra U.15 che, ha in concomitanza, ha dovuto soccombere di fronte ad avversari più esperti,  più o meno per le stesse considerazioni che sono valse per gli altri.

Siamo comunque l'unica società nazionale che ha portato 2 squadre alle semifinali di categoria.

Qualcosa vorrà pur dire.

Ciao Capitan Smitch e in bocca al lupo. 

Paolo Casarin

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