Under 20, vince con fatica con il Cus Torino, 7/11/10

ASR Milano – CUS Torino: 18 – 6 (12 – 6) - Milano, 7 Novembre 2010


Giocatori: Bonacina 6+; Zanotti 6,5; Cambiaghi T. 6-; Cerutti 6+; Cozzaglio 5,5; Calidonna 5,5; Campi 6+; Quercioli 6-; Sassaroli 6; Gavazzoni 5+ (40’ Nuccio 5,5); Zhou 5,5; Corbetta 6-; Cesana 6- ( 50’ Stringhini s.v.); Balestrini 6+
A disposizione: Gambarini G., Maderna, Fogu, Galli, Piatti, Turino


Dopo la pausa di settimana scorsa, l’under 20 torna a giocare in casa e con un’ottima rosa a disposizione. I presupposti per una bella partita ci sono tutti a partire dall’avversario che negli ultimi anni ha sempre costretto i nostri a faticare non poco per ottenere il risultato. La partita è condizionata, e non poco, dal ritardo: l’arbitro non si presenta e si inizia a giocare con 45 minuti di ritardo dopo averne recuperato un altro. Il ritardo, oltre che i corpi, raffredda molto anche le teste dei nostri giocatori: pronti via e Torino inizia con una forte pressione e a causa di alcuni errori piuttosto evidenti da parte nostra riesce a marcare i primi punti della partita con un calcio centrale dai 20 metri. E’ il quarto minuto. Ci svegliamo e in meno di un minuto siamo nei loro 22: calcio a liberare stoppato da Corbetta ed è My il più veloce a buttarsi sulla palla e schiacciare in meta all’altezza dei 15. Passano altri tre minuti ed una magistrale esecuzione di una giocata manda Zanotti a segnare la meta in mezzo ai pali. Da qui in poi il blackout: nonostante il netto dominio in mischia chiusa e un buon gioco in touche, con debuttante dal primo minuto Cesana, gli avanti non riescono a fornire palloni di qualità ai tre quarti. In più Calidonna, che fa il mediano solo con il fango e la pioggia, è un po’ troppo avventuroso e spesso si isola. Non meglio l’altro mediano, il principino Cozzaglio, oggi proprio in giornata no sia al piede, sia alla mano quando si fa intercettare come un pollo la palla buona per la terza meta nei 22 avversari. Per il resto tutti giocano senza ordine ed organizzazione: ci sono schemi di touche con troppi uomini o uomini in meno, palle perse per un eccessivo ritardo nel sostegno e tante azioni singole e non di squadra. Anche alcuni falli, come quello che porta Torino a segnare altri 3 punti al 17’. L’inizio della ripresa è anche peggio nonostante i pochi minuti di riposo e la sostituzione dell’infortunato Gavazzoni per un fremente Nuccio. Il culmine si ha quando a ridosso dei 5 avversari con una touche a favore riusciamo ad essere uno in più, poi in meno, poi ancora uno in più in rimessa laterale: nemmeno l’arbitro capisce cosa sta succedendo e opta per un calcio libero contro di noi, mentre Chon dà il peggio di sé in panchina. Al 10’ uno stanco e non più troppo lucido Cesana lascia il posto a Stringhini, malato, che entra con il compito, affidatogli da Chon, di fare un po’ di ordine e di organizzare bene le rimesse e le mischie chiuse. Gli avanti, dopo qualche errore, iniziano a giocare come sanno nelle fasi di gioco statiche, ma in gioco aperto pochi placcano, nessuno sostiene o fa la controruck e spesso il gioco rallenta eccessivamente. Due calci di punizione uno al 20’, l’altro dieci minuti dopo chiudono la partita, brutta a vedersi e a giocarsi, sul risultato di 18 a 6. Questa non è decisamente la squadra che ha vinto il derby 15 giorni fa, sebbene i nomi siano gli stessi. Non si può lasciare il punto di bonus ogni partita che si gioca in casa solo perché c’è il fango o piove! Per vincere il campionato bisogna fare ogni domenica 5 punti perché i nostri avversari faranno così! Sappiamo fare molto più di così. Dimostriamolo a tutti da domenica prossima!
 

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