Test Match per un assaggio del rugby "da grandi", 2/12/12

Il calendario U12 prevedeva una giornata di riposo ma gli allenatori non volevano tener lontani i ragazzi dal campo e la proposta di un incontro fatta dagli allenatori del Bergamo 1950 era un'ottima occasione.
E allora ''andiamo a procurar battaglia'' disse Nitti ai suoi parafrasando William Wallace, l'eroe scozzese trattando con gli inglesi prima della battaglia di Sterling. ''Organizzare un test match fuori dagli impegni del campionato significa andare a cercarsi degli avversari che ci facciano crescere e darsi battaglia condividendo la stessa filosofia'' spiega Michel Gouffon, allenatore della U12 giallorossa.


Due club, quattro squadre, una doppia sfida. Una partita 'da grandi', con le maglie consegnate in spogliatoio, con un ruolo e con il numero sulla schiena che lo rappresenta. Un match con un unico avversario, 45 minuti di gioco divisi in tre tempi. ''Abbiamo voluto creare una situazione con livelli vicini, fare in modo che i ragazzi dovessero sforzarsi in campo di trovare soluzioni complesse per risolvere il gioco, ed è quello che siamo riusciti a fare!'' commenta soddisfatto l'allenatore del Bergamo.

Aria che sferza, quattro gradi fino a quando il sole non si degna di far capolino, fango in cui si affonda, si scivola e ogni centimetro va conquistato. ''Con queste condizioni di campo e ambientali è la forza di volontà quello che serve ed emergere'' commentano gli allenatori.

Sul campo poi i rossi e i biancorossi hanno però anche dimostrato di avere un buon gioco. I giallorossi, imbattuti fino a ieri in tutti i tornei nazionali e regionali, avevano bisogno di trovare nuovi stimoli. ''I tornei vanno 'sudati', se non fai battaglia c'è il pericolo che la corsa verso la meta sia solo un esercizio di atletica! Per questo - spiega Gouffon - vi abbiamo proposto questo confronto, per trovare veri avversari e ci è sembrato condividessimo la medesima filosofia''.

L'ASR mostra subito di prendere seriamente la sfida, si porta in vantaggio fin dai primi minuti e non lascia spazio. ''Sul punto d'incontro ci avete fatto morire'' commenta Gouffon rendendo merito ai milanesi e riconoscendo anche ''un uso del piede molto appropriato per spostare il gioco''.

Alla fine l'ASR vince entrambi gli incontri: 90-15 la formazione, pur meno esperta, dei biancorossi e 30-15 i rossi sotto l'occhio vigile sia di Emiliano Nitti sia di Paolo Simi. Le due squadre infatti si sono alternate in campo una dopo l'altra dando la possibilità' ai due allenatori di seguirle entrambe. ''Per noi tecnici vedere insieme tutte e due le formazioni è stato importante, siamo riusciti ad avere una visione più obiettiva di ogni singolo giocatore e questo ora ci aiuterà ad impostare il lavoro della settimana '' sottolinea Simi. Ed era anche questo uno degli obiettivi di questo esperimento.

Con questa formula anche i ragazzi sono riusciti a mettere a fuoco meglio il loro impegno. ''Ho visto dei placcaggi perfetti - commenta Bopal, uno tra i giocatori più forti del Bergamo rivolto ai ragazzi dell'ASR - mentre noi avevamo una buona continuità di gioco'' aggiunge parlando dei suoi compagni. ''Ci muoviamo meglio dell'anno scorso - è la sensazione che ha Tobias, in maglia rossa - sarebbe stato ancora più bello se invece di tre tempi fossero stati due come una 'partita vera'. E' più bello rispetto ai tornei a cui partecipiamo perché  così hai il tempo di conoscere i punti deboli degli avversari''.

''Chi domenica scorsa si era 'tirato indietro', oggi si è dato senza risparmiarsi - fa notare Simi da bordo campo - abbiamo ritrovato il placcaggio, siamo riusciti ad imporre il nostro gioco e ne siamo soprattutto usciti più convinti dei nostri mezzi'' aggiunge riferendosi soprattutto ai ragazzi meno esperti.

E infine ''un vero terzo tempo, mischiandoci con gli avversari per assaggiare lo spirito del rugby fino in fondo.

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