Non è degli agili la corsa, né dei forti la battaglia, 3/2/13

‎"Meglio non poteva andare, è una vittoria di questo gruppo e di tutti quelli che hanno indossata questa maglia. Beh, non siamo poi così male, no?"

Sembra che si parli di noi, della Seconda,invece è Parisse che commenta la partita dell'Italia, che riesce nell'impresa di battere la Francia...E anche noi oggi abbiamo portato a termine una piccola impresa. Reduci da due sconfitte, una con la capolista, l'altra col fanalino di coda, morale basso, infermeria piena. Nella formazione titolare "un cieco, un sordo e uno zoppo" direbbe Frabo: chi è fuori ruolo, chi non si allena da un po', chi non ha ancora 80 minuti nelle gambe e chi deve stringere i denti per scendere in campo un po' acciaccato. Ci sono tutti i presupposti per una disfatta totale!

"Prima il cuore, poi il resto" ci hanno insegnato Fraz e Davide, e così è: il Cafo dopo tanti anni, si ricorda come si placca, Marchino all'apertura fa viaggiare la palla come non ha mai fatto in 15 anni di rugby, Fuma pare animato dal vigore di un ragazzino e Simo sembra che non abbia mai smesso di giocare. Le ali Florian e Simone, che oggi rischiavano di essere due soprammobili, ricevono palle di qualità e di sicuro non le sprecano, mentre Cianfro, tra un trauma cranico e la consueta spalla ballerina, recupera palle e cavalca dribblando le pozzanghere del Crespi.

In mischia i vecchietti Miglio e Max sembrano due, seppur bruttini, ventenni, Graz trascina tutti con percussioni da rugby pre-professionismo. Fabry, subentrato all'infortunato Wuber, delizia la tribuna con la sua tecnica e i suoi lembi di pelle che la divisa XXXXXL non riesce a coprire, mentre Jack infastidisce gli avversari come un bussolotto sparato da una cerbottana. Lobo per una volta riesce a non infortunare i suoi compagni, Gritti, un po' appesantito, fa valere la sua stazza e Fabione si fa trovare pronto quando chiamato in causa, dimenticandosi quante sono le ernie che gli bloccano la schiena.

Noi costretti in tribuna dagli infortuni, sosteniamo i ragazzi con tutti i decibell che le nostre corde vocali riescono a concederci, soffriamo, esultiamo, e ogni tanto buttiamo una salamella sulla griglia, aspettando l'ingresso in campo di Gargamella, del folle Frodo, dell'oracolo Simone, dell'egizio Nino, del sempre disponibile Centi e del figliol prodigo Dimeo...

Giornate del genere non capitano spesso, bisogna assaporarle come un pezzo di pollo fritto o una media di Spritz, tenerle lì, in una stanza del cervello, per ricordarci che siamo ancora capaci di giocare a rugby, di divertirci, di vincere e gioire insieme, come una squadra, anche se c'è quello lì che mi sta un po' sulle balle o quell'altro che parla sempre, perchè tanto se le cose si mettono male farò di tutto per salvargli il culo in partita...e se le cose si mettono peggio (del tipo "chi ha vinto? che ruolo ho giocato?") il culo te lo salvo anche dopo!

Alè Milano!!!

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